Mascherine chirurgiche monouso: vendita online e migliori modelli

Come sono fatte le mascherine chirurgiche

Le mascherine chirurgiche sono dispositivi medico-ospedalieri destinati all’utilizzo da parte di personale medico e sanitario durante gli interventi chirurgici e altre attività di tipo sanitario. La finalità del loro utilizzo è quella di evitare la diffusione di batteri o virus attraverso la fuoriuscita di goccioline mediante la bocca o il naso, oppure via aerosol, ossia piccole particelle virali che rimangono sospese in aria.

Le mascherine chirurgiche vengono indossate anche dai comuni cittadini durante le normali attività quotidiane sempre per la stessa finalità, ovvero per evitare la diffusione di malattie contagiose (come la malattia da COVID-19), oppure possono essere indossate quotidianamente nelle città ad alto tasso di inquinamento per impedire l’inspirazione di particelle inquinanti e quindi per prevenire malesseri correlati a tale condizione.

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Le mascherine chirurgiche non sono tutte uguali, si distinguono infatti mascherine monouso (anche dette mascherine chirurgiche) e mascherine riutilizzabili (anche dette mascherine di protezione o dispositivi di protezione individuale). Le mascherine chirurgiche monouso e le mascherine di protezione riutilizzabili rispondono a normative diverse e hanno anche funzioni diverse.
Nella scelta dell’uno o dell’altro tipo di dispositivo è importante quindi considerare le differenze a livello di caratteristiche, grado di protezione richiesto, uso specifico, durata della protezione, pro e contro.

Analizziamo nei prossimi paragrafi queste specifiche differenziandole per i due diversi tipi di dispositivi.

Quanto durano le mascherine chirurgiche?

Per quanto riguarda la durata della protezione, le mascherine chirurgiche monouso proteggono per un minimo di 3 ore fino a un massimo di 8 ore. La differenza varia a seconda dell’utilizzo specifico.

Migliori mascherine bianche chirurgiche

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Mascherine chirurgiche monouso

Le mascherine chirurgiche monouso non sono classificati come DPI, ovvero dispositivi di protezione individuale, poiché non proteggono il soggetto che le indossa, ma soltanto chi si trova intorno a lui, infatti la caratteristica principale di queste mascherine è quella di trattenere la fuoriuscita di goccioline mediante naso o bocca. Questa tipologia non ha una funzione filtrante, quindi non riesce a proteggere il soggetto che la indossa dall’eventuale inalazione di particelle.

Alcuni i modelli specifici di mascherine chirurgiche monouso sono dotate anche di una visiera al fine di proteggere gli occhi di chi le indossa. In genere, le mascherine chirurgiche si utilizzano nei seguenti ambiti: interventi chirurgici, odontoiatria, nei casi di isolamento, altre situazioni medico-sanitario come ad esempio la prevenzione della diffusione del contagio di un virus o batterio.

Efficacia mascherine chirurgiche

Pro

Impediscono il contagio degli agenti patogeni, poiché evitano la diffusione nell’aria di particelle infettanti.

Contro

Le mascherine chirurgiche monouso non garantiscono una protezione elevata nei casi di virus per due motivi: non sempre aderiscono in maniera corretta al volto; non hanno il filtro in grado di espletare la funzione filtrante durante l’inspirazione, dunque non riescono a proteggere dall’eventuale inalazione di particelle presenti nell’ambiente.

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Mascherine di protezione riutilizzabili

Le mascherine di protezione, ovvero le mascherine riutilizzabili, sono classificate come DPI, ovvero sono Dispositivi di Protezione Individuali, ciò significa che questa tipologia di mascherina protegge il soggetto che la indossa evitando la possibilità di inalare agenti patogeni, come virus o batteri, che possono permanere nell’aria ed essere quindi trasmessi per via aerea.
Questa tipologia di mascherina protegge da particelle che possono essere dannose per la salute umana, come polveri e fumi; vapori e gas (ad esempio gas anestetici, disinfettanti); virus (ad esempio, COVID-19, H1N1, ecc.).

Occorre precisare che le mascherine classificate come DPI si suddividono a loro volta in:
– mascherine DPI con filtro;
– mascherine DPI senza filtro.

Le mascherine DPI con filtro sono riutilizzabili poiché sono dotate di un filtro che una volta saturo andrà rimosso e sostituito. Le mascherine DPI senza filtro invece non sono riutilizzabili poiché non sono dotate di alcun filtro, quindi una volta trascorso un tempo medio di utilizzo che va dalle 3 alle 8 ore andranno buttate negli appositi cestini. Dunque le mascherine DPI senza filtro non sono da intendersi come mascherine riutilizzabili, sebbene non rientrino nella categoria delle mascherine chirurgiche.

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Le mascherine DPI si distinguono poi in tre diverse tipologie:

Mascherina FFP1: in grado di filtrare l’80% delle particelle presenti nell’aria;
Mascherina FFP2: in grado di filtrare il 95% delle particelle presenti nell’aria;
Mascherina FFP3: in grado di filtrare tra il 98 e il 99% delle particelle presenti nell’aria (queste mascherine proteggono quindi in maniera quasi totale).

Alcune mascherine DPI sono dotate anche di una valvola di espirazione che ha la funzione di migliorare il comfort di chi le indossa. Questa valvola, infatti, permette di evitare che si formi la condensa all’interno della mascherina, migliorando quindi l’inspirazione e l’espirazione e evitando l’appannamento degli occhiali.

Pro

Le mascherine riutilizzabili garantiscono un alto grado di protezione, poiché hanno un’ottima aderenza al viso e sono disponibili in due versioni, ovvero con e senza filtro.
Questa tipologia di mascherine senza valvola proteggono sia chi le indossa sia i soggetti che stanno intorno.

Contro

Se queste mascherine non sono dotate di filtro non hanno la funzione filtrante in fase inspiratoria ed espiratoria, dunque possono rendere la respirazione faticosa, provocando condensa e umidità all’interno della mascherina e appannamenti agli occhiali o visiere.